Lezioni di patologia generale / dettate da Salvatore de Renzi.
- De Renzi, Salvatore, 1800-1872.
- Date:
- 1858
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Credit: Lezioni di patologia generale / dettate da Salvatore de Renzi. Source: Wellcome Collection.
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![S50 viene il sonno sponlanoo, tranquillo, riparatore; dopo unson- no proporzionato a! bisogno il corpo è più agile, Ja mente è più svelta, il concepimento è più felice. La intelligenza ripo- sa nel sonno e prende vigore, ma le funzioni riparatrici non dormono, e si compiono tranquillamente senza Timportuno turbamento dell'azione de'nervi. La circolazione è equabile, ]a nutrizione è alliba, l'assorbimento è enòrgieo, la digestio- ne si perfeziona. Le vegiie prolungate privano il corpo di ri- poso, eccitano l'aEione cerebrale, aumpiìtatìo f enorme perdita del principio nervoso che sita nell'atto del pensiero, manten- gono una congestione sanguigna alla testa ; d'altra parte im- pediscono la riparazione delle perdite fatte, o almeno si oppon- gono che questa riparazione sia compiuta : così un giudizioso scrittore comprende i danni della veglia. Ma l'abuso del son- no produce maggiori danni; dormi lungamente, e la tua veglia sarà pari al sonno; con le forze depresse con la mente offu- scata con i sensi ottusi con la contrattilità lenta con la volontà irresoluta, non potrai godere un tesoro che seppellisci per cosi lungo tempo. Si è detto il sonno essere un creditore tiranni- co che esige la metà della vita : chi piega alle sue esigenze per- de tutto, e dissipa la sua migliore proprietà, il tempo : e tutti gli uomini possono dire con Cardano tempus mea possessio,tem- pus ager meus; e pure questa proprietà è stata dispensata con la massima economia a'mortali. e. V excrela et retenta sonosi dal fisiologo indicati comegli> atti indispensabili della vita, e dal patologo come le vie più frequentate de'morbi: l'igiene che ponsi in mezzo le dirige da economa, impedendo che l'eccesso stanchi e distrugga, ed il difetto corrompa. Né qui è mestieri ricordar vecchie cose; ma non sarà mai superfluo di richiamare l'attenzione su'dan- ni pe'delitti dell'amore. Si può vivere sano col riposo degli organi sessuali, e l'esperienza lo mostra ; ma l'abuso di essi è il più fido conlederato delle malattie e della morte ; con l'u- mor seminale si disperde Ja gioventù, le forze, la nutrizions, il vigor della mente, ed il pudore. Quanti giovani non appas- siscono e si distruggono, o raccolgono e conservano afflizioni ^ sospiri per alimentarne il resto della vita; quanti vecchi non s'immolano sull'ara invereconda! animasqueinvulnereponunt, dice Virgilio (1). In tutto bisogna ricordarsi sempre della os- (i) Leggasi r eloquente Areieo e si vedrà con quanto senno descrive il danno del vi/io turpe della manstabrazione. {De sing. et caus. diuturn., morb. Lib. II. cap. 5): Quod sij'uvenes , egli dice, hoc vitio laborent t)mnes senilem corporis habitum induant necesse est ; quippe qui segnes fiatit ^ resoluti y exanimes , torpentes ^ hebetes ^ inòecilti., recurvi, igna- vi, pallente*^ albidi, effeminali, a cibis ab horr entes, frigidi, membris grave», et stupidi^ cruribus tmpotentes, el ad omnia remissi et langui- di. Muliia sane id genus aegrotalio ud nervorum reSolution&n viam glraott.](https://iiif.wellcomecollection.org/image/b21074148_0586.jp2/full/800%2C/0/default.jpg)