Opere ... ora per la prima volta raccolte e pubblicate da Adolfo Wagner / [Giordano Bruno].
- Giordano Bruno
- Date:
- 1830
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Credit: Opere ... ora per la prima volta raccolte e pubblicate da Adolfo Wagner / [Giordano Bruno]. Source: Wellcome Collection.
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No text description is available for this image![Vlf N. D. 9 d’ una sua protettrice Silvia Gandini Romana ecc. e tutto al piu una novella non troppo male inventata, ovvero una costruzione poetica di questa figura. Prescindendo diin-- que da cio, e ponderando, clie le faticlie letterarie dei Bruno erano di tredici anni al piu, la sua prigionia di sette, fa venti, e clie venti anni o circa abbia aver dovuto allorche scrisse il suo Candelajo; considerando inoltre P ardor giova-^ nile, che spirano le di lui opere quasi tutte, io mi fo a cre- dere , che la sua nascita cada incirca nella prima decade della seconda meta dei secolo decimo sesto, e che dunque abbia vissuto quaranta sino a cinquanta anni; lo che par che con- fenni il suo riti-atto giovanile assai, benche appunto per questo possa esser dipinto in tempo di gioventu. Gli studj suoi giovanili, per quel che ne dice esso nel libro Degli eroici furori, furono dal pi*incipio poetici, ondeg- gianti tra Talia e ]\Ielpomene, poscia si per inchnazione ed amore, filosofici; senz’ altro accurati, ampj e profondi, per quanto attestano i suoi scntti; sinche, divenuto Domenicano, infastidito e coiTucciato della vdle ipocrisia di questo ed altri ordini monacali, ricorse di tempo in tempo al culto piu sereno delle Muse negletto. Eccoti dunque il,tenor d’ un ingegno generoso, che rivoltosi e raccolto in se, estasiato nelP intui- zione dei bello e vero originario, cerca di fissame P immagine, e mentre la manda fuor dei petto, e necessitato a difenderla strenuamente e salvarla e dall’ awersario sempremai desto nel proprio petto, e dall’ impuro soffio dei mondo esterno. Ora quell’ esser egli stato Domenicano tanto quadi-a ed al genio dei suo secolo ed agli stu(y suoi filosofici, mentre il clero fu inassimamente depositario deUa scienza in quell’ eta; e la sua apostasia poi tanto si confa alia franchezza ed ampiezza dei suo genio, che, s’ Eccardo (De scriptoribus ordin» praedicat» T. II. p. 188.) lo niega coi dire si fuisset ex nobis, uli^ fjue- nobiscum permansisset et convictu et sensibus cib](https://iiif.wellcomecollection.org/image/b29323149_0015.jp2/full/800%2C/0/default.jpg)